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Il
nuraghe s'Urachi
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Il
nuraghe s’Urachi rappresenta uno dei maggiori monumenti nuragici
dell'intera isola.
Del nuraghe complesso è attualmente visibile l'antemurale,
formato da una successioni di torri curvilinee unite da cortine
murarie. Sino ad oggi gli scavi hanno messo in luce 7 torri,
ma una parte estesa dell'antemurale si trova sotto la vecchia
strada provinciale: con l'asportazione del manto stradale
sarà possibile individuare le altre torri, non meno di tre.
La forma dell'antemurale è simile a quella del nuraghe Su
Nuraxi di Barumini, che ha, però, solo sette torri. Se tale
confronto è corretto all'interno dello spazio delimitato da
questa cinta muraria dovrebbe trovarsi una struttura con 4
torri unite da muri, che racchiudono, a loro volta, un cortile
e una torre centrale. In effetti, negli scavi recenti è venuta
in luce una di queste torri e il tratto di muro che la univa
a quella adiacente.
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Antemurale del XII sec. a.C. circa
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Planimetria
del complesso nuragico S'Urachi,
(Ril. e dis. S. Demurtas)
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Segnalato per la prima volta nel 1935 da
Antonio Taramelli, il nuraghe è stato oggetto di scavi nel
1948 da parte del prof. Giovanni Lilliu. In seguito ulteriori
campagne di scavo si sono svolte a partire dal 1979 e l'indagine
prosegue tuttora.
Non si hanno ancora elementi certi che consentano una datazione
precisa del nuraghe, ma presumibilmente l'antemurale (foto
in basso) sembra poter risalire all'età del Bronzo recente
(XII sec. a. C. circa). Successivamente, sempre in età nuragica,
il nuraghe subì delle modifiche, come è ben visibile nel muro
che si innesta sulla torre I, edificato con tecnica diversa.
Nel VII sec. a. C. l’area vede la presenza dei Fenici, attestata
dai frammenti ceramici, dai resti di abitazioni e di tombe.
In questo periodo, che si estende sino al III sec. a. C.,
il nuraghe era in parte smantellato e interrato. Tra il III
sec. a. C. e il II d. C. il monumento subì nuove modifiche
ad opera dei romani. Edifici furono costruiti in cima alla
struttura; una strada lastricata passava adiacente all'antemurale.
I resti della strada e dei due ponti, il primo di quali quasi
integralmente distrutto, sono ancora visibili.
Dopo l'abbandono (forse nel III sec. d. C) il nuraghe si interrò
completamente. Venne utilizzato nei secoli passati come cava
di pietra e di fango per i mattoni crudi, destinati alle abitazioni
di San Vero Milis.
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Comune
di San Vero Milis, via Eleonora d'Arborea, 5 - 09070 San Vero Milis (OR)
- Tel: 0783.460 110 - Codice fiscale: 00068380955
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