San
Vero Milis conserva la tradizione dell'intreccio delle palme, largamente
praticato nel resto della Sardegna. Ancora oggi durante la settimana che
precede la Domenica delle Palme si elaborano dei manufatti rifacendosi
ai vecchi modelli e alle vecchie tecniche; grazie anche all'opera delle
confraternite.
Il
ciclo di lavorazione delle palme ha inizio nel mese di luglio, quando
si procede alla fasciatura dei rami. A seconda del tipo di intreccio che
si intende effettuare, si individua la pianta che presenti le caratteristiche
più idonee. Si tagliano i rami più biondi e si destinano alla parrocchia
e agli intrecciatori e intrecciatrici che in base allo spessore e alla
lunghezza delle foglie li selezionano e li utilizzano per i differenti
tipi di intreccio.
Le
tecniche più usate a San Vero Milis sono:
quella "a brenti",
che a seconda del destinatario può essere: a "una brenti", per
il popolo, a "duas brentis" per le prioresse, a "tres brentis"
per i confratelli. quella "a pitzicorrus", con cornetti appuntiti
che decoravano i margini dell'intreccio. Questa tecnica anticamente veniva
utilizzata per "Sa prama 'e s'altari" cioè per le palme che decoravano
l'altare.
Tra
gli altri tipi di palma ricordiamo: "Sa prama 'e passiu" era la
palma del celebrante e consisteva in un semplice ramo non intrecciato,
le cui foglie venivano raccolte, da tre anelli (tres meuas) e una
croce (arughi).
"Sa
prama a meuas" era la palma più elaborata; per questa tecnica si prediligeva
la Palma delle Canarie perché dotata di foglie più lunghe e distanziate.
La lavorazione era caratterizzata da un particolare tipo di raccolta ondulata
delle foglie, rifinita con "sa meua", che aveva una funzione decorativa.
"Sa
prama a fusus o a cuncaiois" è lavorata con l'intreccio più raffinato,
con le foglie unite a forma di fiore alle quali si aggiungono is meuas
e i fiori della Settimana Santa.
Per
i bambini si intrecciava "Su pramaritzu", piccolo manufatto di
fattura semplice e durante la lettura della "Passio" si intrecciava "Su
zilibricu".